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Popolari
UDEUR SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI |
2° congresso comunale del Partito Popolari UDEUR
di Scandicci
Sezione Comunale “Mario Augusto MARTINI”
venerdì 26 gennaio 2007
c/o saloncino “Camilli Rolando” C.N.A.
Via 78° Btg Lupi di Toscana (accanto Palazzo Comunale)
- Scandicci -
"VITA FAMIGLIA LAVORO NELLA MENTE NEL CUORE PER UN PAESE MIGLIORE"RELAZIONE svolta dal Segretario Politico Marco BECUCCI AL 2 ° CONGRESSO COMUNALE
Carissime amiche delegate e amici delegati, carissimi invitati ed ospiti,
un sentito grazie per la vostra presenza al 2° Congresso dei Popolari UDEUR di Scandicci che segna una ulteriore importante tappa nel nostro cammino verso la costruzione di un “centro moderato” ispirato agli ideali e ai valori democratici sanciti nella nostra “Carta Costituzionale” voluta dai padri fondatori della Repubblica come cemento fra culture diverse e pacificatrice dell’intero popolo italiano stremato dalla guerra e reduce della resistenza combattuta contro ogni forma di dittatura.
MEMENTO MORI.E’ con questo richiamo alla caducità delle cose terrene e con questo invito all’umiltà che vorrei parlare di scenari politici, di analisi e possibili soluzioni concrete dei problemi comuni che si pongono e si frappongono nella quotidianità e verosimilmente ci assillano.
Parlare del “bios”, della vita ma anche del “tanatos” della morte e dei problemi ad esse correlati, della famiglia naturale, che trova fondamento nella unione fra due persone di sesso maschile e femminile alla cui base ci sono diritti e doveri, che si manifestano con il rito del matrimonio – civile e/o concordatario, del lavoro e della casa, presupposti necessari per costruire una famiglia, dell’istruzione e dell’assistenza, del modo di produrre e consumare energia senza la quale nessuna civiltà può esistere e per la quale si promuovono guerre, palesi e occulte, e si ipotizzano scenari di morte e distruzione.
Nel precedente 1° congresso dei Popolari UDEUR di Scandicci ci siamo posti il problema della identità e della collocazione politica: da democristiani che stanno nel centro-sinistra per scelta, per fare la “coscienza critica”. Concetto politico sancito nel Congresso Nazionale del Gennaio scorso.
Non rivendichiamo visibilità attraverso posti o poltrone, ma attraverso idee e soluzioni concrete che abbiamo cercato di proporre adattandoli alla realtà locale.
Noam Chomsky, scrittore ed intellettuale statunitense, in un intervento su “Le Monde Diplomatique” del Dicembre 1998 afferma : “La liberalizzazione dei movimenti dei capitali è un’arma straordinaria contro il contratto sociale. Può essere usata con estrema efficacia per rendere vano ogni sforzo dei poteri pubblici di promuovere delle misure progressiste. Se , per esempio, uno Stato cerca di stimolare la propria economia o di aumentare la propria spesa sanitaria, questo comportamento può essere punito con la fuga dei capitali. E’ la mobilità finanziaria che ha fatto nascere quello che alcuni economisti chiamano un “senato virtuale”, fatto di manager a cui basta un semplice trasferimento di fondi per decidere in realtà della politica sociale ed economica. La proposta di una tassazione delle transazioni sui mercati dei cambi è stata avanzata agli inizi degli anni Settanta da James Tobin, premio Nobel dell’Economia. Il suo obbiettivo è di immettere “granelli di sabbia” nell’ingranaggio dei flussi speculativi, favorendo così gli investimenti produttivi a lungo termine... La tassa Tobin è all’ordine del giorno da un quarto di secolo, ma le grandi istituzioni finanziarie non ne vogliono assolutamente sentir parlare.”
L’art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana, che abbiamo difeso con il recente referendum, difesa di cui mi onoro in quanto Vice presidente del Comitato Cittadino in rappresentanza dei Popolari UDEUR , recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi previsti dalla legge.”
Il lavoro va non solo creato ma anche tutelato e sostenuto concentrando le risorse disponibili nella direzione dello sviluppo e della crescita, ma anche con una visione ed una attenzione all’economia mista pubblica e privata di cui, come centro sinistra dovremo farci promotori, per permette a tutti di essere liberi, di farsi una famiglia, di sostenerla, di produrre ricchezza e benessere, di avere una istruzione adeguata, di avere sanità ed una assistenza degna di un paese civile, gratuita, accessibile e fruibile, da tutti.
Quando si sente parlare da parte di autorevoli rappresentanti delle forze maggioritarie del centro sinistra di favorire una politica tesa alla costruzione del “cittadino consumatore” come supremo regolatore della vita economica, mi si accappona la pelle...
Ma in che mostri ci stiamo trasformando?
Allora è proprio vera la teoria di chi vede gli uomini del secondo millennio come “contemporanei ed iperconsumatori”, cioè persone che vivono il presente, dimentichi del passato e senza un futuro, che consumano tutto quello che il mercato loro propina?
E dunque che differenza c’è tra noi e quello che è stato chiamato il “tiranno di Arcore”?
E’ forse per questo che stiamo costruendo le nostre città, anche Scandicci, attorno ai centri della grande distribuzione commerciale?
Sono questi i nuovi templi di culto e di aggregazione sociale?
Cari delegate e delegati, carissimi invitati e ospiti, ai nostri concittadini di Scandicci che hanno perso il lavoro, che stentano a trovarne uno stabilite e dignitoso, a loro, a nome della politica toscana si deve e chiedo scusa; per non averli saputo e potuto difendere dai furbetti della finanza speculativa e virtuale; purtroppo questi concittadini sono le vere vittime del pensiero unico e dell’incultura del lavoro che ha prevalso sulla Politica, quella con la P maiuscola.
Che ruolo possono avere le Pubbliche Amministrazioni nella ricostruzione delle condizioni di un lavoro produttivo?Attualmente quello di semplici notai di una crisi produttiva in tutti i settori che sta trasformando il nostro territorio, un tempo aperto alle opportunità senza distinzione di provenienza e di cultura, in una sorta di “città da dismettere” e da “svuotare” per consentire successivamente nuove speculazioni approfittando della sua collocazione e vicinanza alla città di Firenze.
Per questo, rispondendo ad una sollecitazione del capogruppo di Rifondazione Comunista di Scandicci tesa a far si che la Banca Etica sostenesse il reddito dei cassintegrati delle aziende dismesse, ci siamo permessi di indicare, ed oggi riconfermiamo, una strada diversa.
Il solidarismo, valore comune a cui ci ispiriamo, va esercitato e si può attuare meglio cercando di ricostruire le condizioni di un lavoro produttivo.
La Banca Etica, soprattutto con il concorso delle pubbliche amministrazioni e di altri istituti finanziari che vorranno aderire, può costituire il nucleo di una finanza sociale di interesse pubblico, rigorosa e capace di ricostruire un apparato produttivo oggi in mano ad una finanza privata creativa che ha impoverito il paese.
Lo strumento finanziario per dare vita e costituire un Istituto di Ricostruzione Produttiva, anche a livello territoriale, e tramite questo strumento acquisire industrie ed attività produttive in dismissione per innovarle e /o riconvertirle.Per la MATEC abbiamo indicato questa strada ed individuato nel settore dei pannelli solari un percorso possibile di innovazione e riconversione. Evidentemente l’idea non piace. Forse è prevalsa l’anima mercantile se è vero come è vero che l’area dismessa del vecchio casello autostradale e quelle limitrofe saranno destinate al commercio ed attività indotte. Ben vengano le attività commerciali, ma di quali prodotti e principalmente da chi prodotti e come?
La politica deve avere idee e dare risposte nell’interesse della gente, non può essere essa stessa portatrice di interesse.
Ben vengano i “poli del lusso”, ma per chi?
Non certo per chi fatica già dalla terza settimana del mese a pagare, magari il fornaio, con tagli da cinque euro o addirittura con gli spiccioli accantonati.
Forse quindi sarebbe stato meglio aver favorito attività produttive e lavoro magari indirizzando a Scandicci un “polo nazionale” per le tecnologie e apparecchiature per produrre nuove forme di energia: pannelli fotovoltaici, pannelli solari, microgenerazione eolica, minicelle a idrogeno.
Magari…… ma con i se ed i ma si va poco avanti.
Ed allora?
Chiediamo con forza di aprire un tavolo locale dei partiti di maggioranza per discutere questi temi, attivando anche un confronto di merito più ampio che coinvolga la società civile ed i nostri concittadini. Una discussione ampia e leale, ante.
Questa è la nostra sfida. Una grande sfida che parte da un piccolo Partito.
Certo non si può ipotizzare una discussione senza fine, ci diamo i tempi e poi si assumano le decisione e la gestione, ma anche la responsabilità.
Un esempio per tutti: il Consiglio Comunale vota e approva un Ordine del Giorno, quello proposto dallo SDI avente come titolo “Energie Alternative e Rinnovabili, obbiettivo per il raggiungimento di 500 tetti a energie rinnovabili” e poi?
Sono forse queste utopie di inguaribili sostenitori dell’economia democratica?
Noi pensiamo di no, confortati in questa nostra idea dagli sforzi che anche i Presidenti del Brasile e del Venezuela stanno facendo: cercano di copiare quel sistema economico che fece grande l’Italia del boom e a cui forse anche Michail Gorbaciov avrebbe voluto ispirarsi se non fosse stato fermato da forze più potenti.
Cari delegate e delegati, carissimi invitati e ospiti, occorre investire pubblicamente nell’industria, favorire l’artigianato, l’agricoltura... non la grande distribuzione e il mattone.
La teoria della città compatta, scuola di pensiero utilizzata dal piano Rogers e tutte le costruzioni previste nel Piano Strategico del Regolamento Urbanistico sono la panacea per uscire dalla crisi o la quintessenza dell’incultura dell’assetto del territorio. Punto di domanda?
Un buon assetto del territorio, una buona programmazione urbanistica sono la base di una sana ed efficace prevenzione della tutela del territorio, oppure si intende lasciare l’incombenza alla sola efficienza di intervento post della Protezione Civile?
Come si fa a sostenere che costruendo più edifici si abbassa il prezzo degli alloggi?
Perché non ipotizzare un osservatorio dei prezzi edili e dei prezzi di vendita, una sorta di filiera dell’edilizia abitativa?
Non è stato forse affermato che in zone di PEEP un trilocale di 60 mq costi sui 260.000 Euro?
Per capire che a Scandicci oggi il nostro territorio e fertile agli interessi legati alle abitazioni e sufficiente far notare la nascita delle agenzie di intermediazione immobiliare e dell’apertura di sedi bancarie e società finanziarie.
E quali sono le tasche che si possono permettere un tale lusso?
Non certo quelle dei giovani , dei senza lavoro e dei precari.
E allora sarebbe meglio metter mano ad un Piano per la Casa teso ad acquisire gran parte di quel patrimonio immobiliare tenuto sfitto in attesa di una futura speculazione?
Tale piano casa potrebbe essere esteso anche ai fondi commerciali i cui fitti, anche se non sono la sola causa, stanno strangolando le piccole attività commerciali ed artigiane.
Siamo realmente convinti che le grandi opere e le nuove costruzioni nella Piana ed in ogni angolo del territorio siano ad impatto ambientale zero?
Noi crediamo che sono invasive su un territorio che ormai è saturo di utilizzo.
Dove sono gli ambientalisti?
E l’opposizione?
Corrono dietro al progresso?
O forse corrono verso il governo sinarchico che è ormai una realtà anche a tutti i livelli?
Ogni nuova costruzione comporta rifiuti, spreco di energia, inquinamento dell’ambiente ad opera degli idrocarburi impiegati per produrre energia e riscaldamento, aumento dell’effetto serra, delle polveri sottili e via dicendo..
E allora si può ben affermare che è vincente la teoria del “meno case e più alberi”, “meno case e più agricoltura” e per agricoltura intendo quella prodotta da generazioni di contadini toscani che con il loro sudore, tenacia, intelligenza ,cultura hanno prodotto quella autentica opera d’arte che è il paesaggio toscano.
Occorre che le Istituzioni della nostra Regione pensino concretamente al rilancio di questo settore vitale e primario della nostra economia.Favorire il rilancio dell’agricoltura, significa anche mantenere sano e vitale l’ambiente.
Un ambiente sano e vitale necessita anche del ritorno alla silvicoltura e alla cultura dell’acqua , che in mancanza di rimedi, anche locali scarseggerà sempre più.
E allora perchè non prevedere una serie di piccoli sbarramenti sui torrenti delle colline tesi a favorire riserve d’acqua e alla mitigazione del microclima?
Le polveri sottili hanno mietuto le loro prime vittime, i Sindaci della Piana inquisiti dalla Magistratura perchè a suo dire rei di non aver fatto niente per ridurre l’inquinamento da tali sostanze.
Se politicamente potrei trarre un vantaggio da tale azione,dico subito che non ne sono felice ed esprimo a Lei Signor Sindaco tutta la mia solidarietà e l’auspicio che questa brutta vicenda si risolva nel migliore dei modi con il proscioglimento da tali imputazioni.
C’è un altro motivo per cui non sono contento di questa vicenda : non mi piace e non mi è mai piaciuto che si faccia politica a colpi di magistratura.
Tangentopoli , salutata come catarsi delle nefandezze e della corruzione della politica e dei politici della Prima Repubblica, in pratica ha spazzato via un’intera classe dirigente ma ha lasciato intatti i meccanismi di produzione della corruzione insiti nell’apparato.
Tangentopoli ha inaugurato quella che il Senatore Pellegrino dei DS chiama “l’era della tecnocrazia e della Magistratura”...
Magistratura e tecnocrazia non devono governare al posto della politica o ancor peggio sulla politica.
La politica può riprendere il ruolo preminente solo se ha idee e programmi concreti vicini ai problemi della gente che và ascoltata.
Altrimenti nascono i Comitati di Strada spontanei.
Agire concretamente per la salute dei cittadini significa non appesantire con mostri burocratici la sanità pubblica perchè questo la rende perdente nei confronti di quella privata.
Accanto ai centri d’eccellenza occorre una sanità capillarmente diffusa, efficente, accessibile e gratuita per tutti in tempi ragionevoli ,così com’era stata prevista dall’istituzione del SSN nel 1978
Non ci occorre una sanità modellata sull’efficientismo e sul risparmio.
“ Nessuno tocchi Caino” si è detto a proposito dell’impiccagione di Saddam Hussein, ma io dico “nessuno tocchi Abele” perchè se non risulta politicamente corretto l’assassino di un volgare assassino, che dire di aborto ed eutanasia, dei milioni dei piccoli non nati sacrificati sull’altare del business e del cosiddetto progresso ,tipico di una politica da “pancia piena”?
E quando si nega un futuro dignitoso ad anziani ed ammalati non si tratta forse di eutanasia sociale?
E che dire di chi ancor oggi, senza voler riuscire nell’impossibile impresa di uccidere Dio, si sforza di dimostrare che è possibile ed auspicabile un’etica senza Dio, che è possibile relegare la fede nel privato delle coscienze in modo tale che questa non condizioni la vita pubblica?
Già in passato i nazionalsocialisti avevano propugnato queste idee che hanno portato a quella immane tragedia della seconda guerra Mondiale. Inevitabile poi spunta il revolver con cui Hitler si suicida nel bunker e la fede relegata nel privato si prende la sua piccola rivincita.Chi come me e come gli amici che hanno condiviso questo cammino di una politica cristianamente ispirata non può cedere agli onori e alle lusinghe del potere e deve avere il coraggio di dire SI e NO.
Confortato in questo da S.Ilario da Poiteirs del V sec.DC che sostiene : “ Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore più insidioso,un nemico che ci lusinga....non ci flagellala schiena, ma ci carezza il ventre; non ci confisca i beni, ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci ed onorandoci nel Palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro.”
Siamo a Scandicci come POPOLARI UDEUR allo 0,4%, un granello di sabbia che forse non può far inceppare i meccanismi più lubrificati, sicuramente potrà aprire e risvegliare le coscienze.
Con questo nostro 2° Congresso Comunale, come abbiamo detto all’inizio di questa relazione, proviamo a continuare a crescere per attuare la politica del “centro moderato” ispirato agli ideali e ai valori democratici sanciti nella nostra “Carta Costituzionale”.
E con questo spirito confermiamo, come già detto, la disponibilità e la richiesta di aprire un tavolo locale dei partiti di maggioranza per discutere questi e altri temi.
Una discussione ampia e leale, ante.
Questa è la nostra sfida. Una grande sfida che da parte un piccolo Partito.
Scandicci , 26 Gennaio 2007
Il Segretario Politico Comunale |
Marco dott. BECUCCI |
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