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SCUOLA PROFESSIONALE E OCCUPAZIONE - ARTICOLO PER INFORMASCANDICCI OTTOBRE 2005

In un momento di grave crisi occupazionale in Scandicci è stata aperta l'alta scuola di pelletteria italiana, punto di riferimento per la formazione professionale e specializzazione.
Come valutate questa iniziativa sul nostro territorio?
 


Che ci sia una grave crisi dell’occupazione, anzi una vera e propria “depressione economica” nell’area industriale di Scandicci ed in quella metropolitana fiorentina è ormai noto e innegabile.

Salvo provvisorie ed elettorali misure che potrebbero allungarne l’agonia, la MATEC di Scandicci chiuderà i battenti.

All’ELECTROLUX-ZANUSSI presto i 250 cassintegrati, in assenza di iniziative concrete, potrebbero essere licenziati...e questi sono i casi più eclatanti!

Le piccole aziende artigiane e dell’indotto perdono lavoro perchè perdono il mercato. Il settore della pelletteria è in grande affanno, come pure quello del piccolo commercio e dell’agricoltura locale. Questa è in sintesi la situazione.

Giovedì 15 settembre 2005 l’inaugurazione dell’Alta Scuola di Pelletteria,che ha il patrocinio anche economico di vari enti pubblici e privati , nella sede di Via di Casellina ha “illuminato” come una stella le tenebre della recessione.

Come si desume dal comunicato dell’ufficio stampa del Comune di Scandicci, questo nuovo centro di formazione e di alta specializzazione ha l’obbiettivo di riqualificare il personale già occupato e la creazione di nuove professionalità nel settore.

Una iniziativa da salutare con grande interesse e da sostenere con forza e con ogni mezzo. Trattandosi di corsi di formazione e specializzazione, si rivolge a chi è in attesa di occupazione, creando una aspettativa di lavoro.
La scuola di pelletteria si rivolge ad una “nicchia”, seppure importante, della produzione ed ad un mercato di elite; temiamo che non possa, da sola, risolvere, se non in parte, i problemi dell’occupazione creatisi con la crisi produttiva ed industriale derivante dalla dismissione del comparto industriale oggi presente con MATEC e ZANUSSI.

Anche ai lavoratori di queste industrie in crisi sono stati proposti “corsi di formazione e di riqualificazione “,in attesa di ammortizzatori sociali più efficaci e per salvarli dai licenziamenti.

Forse qualcuno pensa, che questi corsi di formazione possano bastare a sostenere una famiglia con figli e mutuo della casa a carico?

In questi lunghi mesi di vertenze gli strumenti finora adottati per la loro risoluzione si sono dimostrati sorpassati ed inutili, come pure è stato sottovalutato il ruolo delle banche private e se ne esistono ancora delle banche di interesse pubblico.

Se è vero che oltre vent’anni fà il 90 % delle risorse finanziarie era destinato ad investimenti di lungo respiro ed il 10% alla speculazione, oggi accade esattamente il contrario.

Si può, in questa logica speculativa, capire allora come qualcuno possa proporre una fabbrica di frigoriferi proprio a poche centinaia di metri dell’Electrolux-Zanussi (che produce frigoriferi), in quel capannone, ex INPDAP, ubicato presso l’incrocio di Via Pisana e via del Parlamento Europeo (prossimo ex svincolo dell’A1 e della superstrada Firenze,Pisa, Livorno), che alcuni anni addietro è bruciato miseramente, mettendo in luce l’utilizzo di materiale di costruzione altamente inquinante ed oggi fuori legge (amianto).

Ad una “finanza creativa” che taglia e delocalizza la produzione lasciando sulla strada molte persone si deve rispondere con una finanza pubblica capace di promuovere IRP “Istituti di Ricostruzione Produttiva” per investire nell’industria, nell’agricoltura ,nel commercio, nelle nuove tecnologie, attenti alla ricerca e all’innovazione.

E quindi ci sentiamo di proporre per l’area industriale di Scandicci la localizzazione di un “polo nazionale delle fonti rinnovabili di energia” proprio con la riconversione delle industrie dismesse in fabbriche per la produzione di impianti per la fornitura di energia pulita, non ultima l’energia fotovoltaica.

La politica deve riappropriarsi del primato nel campo delle scelte economiche: il centrosinistra può vincere le prossime Elezioni Politiche, ma cambierà la politica economica solo se si impegnerà in un ritorno ad un sano e massiccio interevento pubblico nello sviluppo e nella gestione dell’economia.

Altrimenti si trasformerà nella “seconda ala destra” dello schieramento politico italiano.


Scandicci, ottobre 2005.

 

Popolari UDEUR Sezione Comunale di Scandicci
Il Segretario Politico
Marco Becucci