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INTERVENTO POLITICI NOVEMBRE 2005 - TESTO INTEGRALE PER INFORMASCANDICCI
Dallo scorso mese di settembre, in Consiglio comunale
è nato un nuovo gruppo |
La Costituzione descrive lo status parlamentare negli artt. 67,
68 e 69. La nostra Costituzione quindi fa divieto di vincolo di mandato.
I consiglieri comunali rappresentano l’intero Comune senza vincolo di
mandato. Il principio è sancito in tutti i regolamenti comunali e degli
organismi elettivi.
I regolamenti degli organi elettivi, dalla Camera dei Deputati e Senato, alle
Regioni, Province, Comuni, prevedono che una volta eletti i consiglieri si riuniscano
in gruppi, compresi quelli misti, non c’è nulla di strano nella
costituzione di questo nuovo gruppo anche nel comune di Scandicci.
Il Consigliere comunale (ma anche il parlamentare) ha un rapporto diretto con
gli elettori, sia quando si presenta candidato che quando si presenta al corpo
elettorale per rendere conto del proprio operato.
Molte volte prevale un giudizio sulla idoneità dell’eletto, piuttosto
che del partito di appartenenza, a riavere la fiducia da parte dell’elettorato.
Il potere di controllo, attribuito direttamente al corpo elettorale, è
da esso esercitato in occasione delle elezioni politiche generali.
Il corpo elettorale giudica il comportamento del Consigliere Comunale.
Questo è il contesto ad oggi, anche se ci sono proposte di legge costituzionale
per moficare gli artt. Sopra richiamati e scuole di pensiero diverse ed alternative.
A metà Settembre 2005 è stata formalizzata la costituzione di un nuovo Gruppo in Consiglio Comunale di Scandicci, denominato “ Per Scandicci al Centro”, ad opera di un consigliere proveniente dal Gruppo Consiliare di Forza Italia.
In una democrazia rappresentativa quale la nostra, specie quando vige il voto di preferenza come nel caso in questione, il vincolo o il limite della rappresentanza è dato dalla “elezione”.
Il consigliere comunale rappresenta comunque le istanze e gli interessi legittimi
dei cittadini, senza vincolo di mandato o di appartenenza.
L’unico tentativo di sostituire in Italia la rappresentanza elettiva a
mezzo dei partiti con quella organica o delegata è stato compiuto dal
fascismo con la camera dei fasci e delle corporazioni.
Questo non significa che gli eletti ai vari livelli istituzionali italiani siano dediti solo all’interesse generale, anzi, una delle piaghe è proprio il proliferare delle "leggine", “delibere” e “altro” frutto proprio del prevalere degli interessi di categoria; ma si tratta appunto di un aspetto negativo e non di un effetto benefico.
Al crollo del muro di Berlino nel 1989 e quindi alla fine virtuale della guerra fredda molti hanno brindato alla fine delle ideologie che avevano governato, talvolta insieme, per un cinquantennio l’Italia e si sono convertiti al “pensiero unico” del mercato cosi detto libero
Come POPOLARI-UDEUR non apparteniamo a questa moltitudine di riconvertiti al mercato unico..
Mercato significa comprare e vendere...
Nessuno si è scandalizzato quando nella legislatura che portò democraticamente al potere Berlusconi la Lega fece il “ribaltone” e permise al centrosinistra di ritornare al Governo del Paese.
Secondo noi, neppure in quel caso il vincolo di rappresentanza decadde. Eppoi chi ha il potere di decidere ciò che “è” o “non è” politicamente corretto?
La cultura, l’informazione,il Sindaco, i partiti? Oppure i poteri forti, i comitati d’affari, le lobby?
Secondo la nostra visione di democrazia partecipata e rappresentata: l’elettore.
Sia in modo diretto, attraverso il referendum in tutte le forme previste, sia in modo delegato attraverso l’elezione del rappresentante ai vari livelli istituzionali.
Forse nessuno si è accorto, in questo teatrino che è la politica nella Regione Toscana, che, anche grazie alla nuova legge elettorale regionale approvata da tutti o quasi, non c’è una opposizione seria e valida.
Nessuno si è accorto che esiste un “governo di tutti” in cui si recita a soggetto nella parte assegnata e ci si accorda insieme sulle cose che “contano”.
Nel Consiglio Comunale di Scandicci non cambierà nessun equilibrio politico.
I Consiglieri del Gruppo DS sono al 51% (tanto di cappello perchè votati ed eletti) e quindi possono fare e disfare le cose a proprio piacimento, anche perchè nella coalizione di maggioranza e quindi in Giunta la seconda forza del Sinistracentro è annichilita e cannibalizzata.
Si nota la mancanza di un centro moderato a sinistra.
A destra dello schieramento una disattenta campagna elettorale e una dissennata politica ha stritolato l’UDC a favore di Alleanza Nazionale.
Forza Italia si stà dissolvendo, prefigurando,forse, la fine del berlusconismo.
Quello che comunque balza agli occhi è l’assoluta mancanza di opposizione, se si eccettuano questioni marginali, perchè c’è forse da difendere qualche “affaruccio” che si potrebbe concretizzare nella Piana di Badia e in quel di Valimorta, alla fine di Via delle Fonti.
Franco Cardini, storico fiorentino, titola su LA NAZIONE di Firenze del Settembre
scorso
I RICCHI A PALAZZO CI SONO DA SEMPRE e dice testualmente
: “Finchè i governi sono rimasti comitati d’affari manovrati
da imprenditori e finanzieri , è restato anche spazio per un classe politica,almeno
in parte di qualità:chi la selezionava aveva interesse a che essa fosse
credibile e autorevole in modo da sostenere al meglio il ruolo affidatole.Ma,da
quando i padroni del vapore hanno deciso di entrare in prima persona nell’arengo
per redigere personalmente le leggi che servono loro, il residuo personale politico,comunque
molto numeroso, può venir reclutato tra persone di basso livello.Basta
che voti nel modo voluto. Finchè vigeva il modello De Benedetti, era
importante gestir parlamentari colti,autorevoli,magari anche raffinati,col rischio
che fossero anche un pò indipendenti:ora che il padrone troneggia in
persona sullo scranno decisionale, bastano gli yes men. I quali peraltro consci
della loro pochezza fanno quadrato autoreferenziale attorno alle segreterie
dei partiti per mantenere il monopolio della rappresentanza executive. Forse
è proprio a loro,più che ai ricchi, che bisognerebbe impedire
di fare politica.Ma è invece proprio di loro che, in un sistema democratico
parlamentare avanzato,i ricchi hanno bisogno.”
Per concludere:
- Il vincolo di partito non può essere assoluto.
- Il singolo caso di coscienza vada governato dai liberi convincimenti.
- È basilare la lealtà con il proprio gruppo di appartenenza.
- Occorre consentire il dissenso, non punirlo, perché il dissenso è
la cartina di tornasole della libertà del mandato ricevuto e non solo.
- La maggioranza non deve prevaricare la minoranza; la regola principe della
organizzazione del potere, a tutti i livelli, "anticipa le soluzioni",
in quanto le filtra attraverso il rapporto diretto con il partito di riferimento
o con la comunità con cui colloquia.
- Il corpo elettorale giudica l’operato del singolo consigliere.
Scandicci Novembre 2005
Popolari UDEUR Sezione Comunale di Scandicci
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Il Segretario Politico |
Marco Becucci |
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