Popolari UDEUR
SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI

LETTERA APERTA

TRANVIA SCANDICCI-FIRENZE S.M.N.

Eppure la vogliamo, non se ne può più di “cantieri infiniti”.
Fatela presto….costruitela.....
“Grandeur” francese, con i soldi dei cittadini....

In questi giorni si enfatizza l’inizio dei lavori del 3° linea della tranvia Fiorentina.

Anche l’inizio dei lavori della 1° linea è stato inaugurato con spot pubblicitari, taglio di nastri, conferenze e articoli su tutti i quotidiani. Ma a che punto siamo?

Il progetto, quello definitivo di gara della 1° linea, si è rivelato carente sotto molti aspetti e una mezza catastrofe, anche economica. Basta vedere i bilanci del Comune di Scandicci e Firenze per rendersi conto delle ingenti risorse che si stanno impiegando. A scapito di cosa?

Qualcuno, a Scandicci, si è chiesto come mai i costi della tramvia siano aumentati a dismisura.

Ecco di seguito elencate alcune “perle” progettuali dell’opera.

L’ATAF, per aumentare la possibilità teorica ( 280 passeggeri a corsa con cadenza di tre minuti?) di trasporto collettivo ha chiesto ed ottenuto vetture rotabili più larghi ( da 2.30 mt a 2.40 mt), ma , ha lasciato inalterata la larghezza delle rotaie, non rendendosi conto dell’esigenza di nuove e maggiori opere per evitare che il treno “Sirio” incrociandosi nelle due direzioni di marcia, in curva, corresse il rischio di toccarsi lateralmente fra vetture.

Da quì la necessità di redigere e rivedere il tracciato originario e di “aggiustarlo”, per difformità del materiale rotabile (treno Siro più largo)

Il Comune di Firenze nel frattempo ha affidato la gestione delle future linee tramviarie ai francesi di RATP, che hanno proprie “tecniche costruttive”, con un “progetto finanziario” che prevede specifiche e pesanti penali a carico degli enti pubblici firmatari del progetto,nel caso di ritardi di consegna dell’opera e di scarso traffico passeggeri.

Ancor prima di partire la tranvia è in perdita?

La perdita sarà coperta dai Comuni firmatari dell’accordo e conseguentemente dall’intera comunità cittadina.

Le modifiche che i Comuni di Scandicci e Firenze hanno voluto apportare alla capacità teorica di trasporto e tracciato, hanno comportato nuovi progetti di opere civili e tecnologiche.

Quindi nuove prescrizioni relative al tipo di armamento, ma non la totale definizione dei particolari delle opere civili...

C’è da considerare che il progetto messo in gara con valutazione economica a suo tempo fù affidato da ATAF a ITALFERR, una società con grande esperienza nella progettazione di ferrovie ma non di tramvie!

Quale è stata la conseguenza? Una ferrovia pesante che taglia la città di Scandicci!

I soli due progetti esecutivi che potevano essere iniziati, perchè stralciati dal conto economico, sono quelli del Deposito di Vingone e del Ponte sull’Arno a valle del Ponte alla Vittoria: quindi i lavori sono partiti il 1° Dicembre 2004.
Le modifiche apportate dai Comuni come già detto sono molte, non ultima la definizione dell’allestimento delle nuove fermate che è stata affidata ad uno studio di architettura con a capo l’arch.ISOZAKI (per intenderci quello dei Nuovi Uffizi), apportando ulteriori ritardi.

Lo studio delle interferenze dei sottoservizi nel progetto di gara era praticamente inesistente di conseguenza il “nuovo” tracciato allargato ha portato alla lievitazione dei costi di tutti i sottoservizi e di alcune scelte di tipo tecnico

Poi si scopre cioè che l’ENEL, rimangiandosi l’accordo, forse non toglie i tralicci dell’Alta Tensione che sono posizionati nell’area del costruendo Deposito di Vingone;.si scopre che i lavori della terza corsia A1 devono iniziare e non si sa se ,come e dove la tramvia transita rispetto all’autostrada, con quale fascia di rispetto!.

Non si sa chi paga per le opere sopra citate.

Nel progetto di gara non ci si ponevano certo questi problemi?

Nel Giugno 2005 i tecnici si accorgono che il posizionamento del tracciato rispetto alle coordinate georeferenziate (un tratto che va dall’Arno al Vingone) è spostato di quasi 2 gradi (circa 40 metri rispetto al progetto cartaceo), il che comporta un “nuovo tracciato”, “nuove curvature”, “nuovi rettifili”, “nuove posizioni di scambi” e di tutti i sostegni della linea di contatto.

Questo “nuovo progetto” provoca anche uno revisione e relativo scostamento sulle fasce di terreno da espropriare o meglio già espropriate: una bella “patata bollente” per le Giunte Comunali di Scandicci e di Firenze.

Nel Dicembre 2005 , il gestore francese RATP impone nuove direttive e specifiche costruttive per il Deposito di Vingone, che dovranno essere recepite per adeguare nuovamente i progetti.

Il progetto finanziario con RATP prevede che il 1° Gennaio 2008 la tramvia entri in funzione:ogni ritardo sarà a un costo carico dei Comuni di Scandicci e di Firenze.

Tutto ciò per sanare appetiti da “grandeur” alla francese.......ma! ci vuole più comunicazione?

Tanto a rimetterci sono i cittadini. .......... Eppure la vogliamo, non se ne può più di “cantieri infiniti”.
Fatela presto…..

Popolari UDEUR Sezione Comunale di Scandicci
la Segreteria Comunale
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