Popolari UDEUR
SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI

COMUNICATO STAMPA martedì 28 marzo 2006

REGOLAMENTO URBANISTICO DEL COMUNE DI SCANDICCI

Assunto
che l’Amministrazione abbia valutato le difficoltà per il territorio comunale a sopportare nuovi significativi consumi di spazio e di risorse ambientali (terza corsia e tracciato della tranvia), e che dette valutazione non sono inserite nell’adottando "Regolamento Urbanistico”;
atteso
che nelle sedute del 23 Febbraio, del 2, 9, 16 Marzo 2006 la 2° Commissione Consiliare Permanente del Comune di Scandicci ha “ licenziato “ il Regolamento Urbanistico che verrà “ adottato “ nella prossima seduta del Consiglio Comunale del 29 Marzo p.v.;
considerato
che ci troviamo in concomitanza della campagna elettorale, per certi versi inusuale e di una “violenza inaudita” e di colpi bassi e che segneranno per molti anni la vita politica dell’Italia;
si prende atto e si constata
che i partiti politici delle coalizioni presenti in consiglio comunale attenti a dividersi su tutto il fronte elettorale legato alla elezioni politiche nazionali, a Scandicci l’ “inimica vis” ed il “potere trasversale”, nella più totale “discrezione” li accomuna e li accorda sulla cementificazione selvaggia della piana e pedecollinare.

A che gioco giocano le segreterie politiche comunali sul territorio?

Quello di comparse!
Non risulta che qualcuno abbia dato direttive in merito e/o fatto valutazioni pubbliche, viceversa risulta di riunioni "ristrette" ad una cerchia di interessati capaci.

Seguirà poi la fase dell’ “informazione partecipata”, perchè così vuole il politicamente corretto, come per le “nozze” che, quando si sono ormai decise , si “partecipano”.

Informazione partecipata per chi?
Per i consigli di quartiere, nei quali si ritrovano i soliti addetti ai lavori della politica e della struttura burocratica. Basta leggere gli O.d.G. delle Circoscrizioni Comunali.

Non certo per i cittadini.

Proviamo ad addentrarsi in quel documento intitolato “Linee Strategiche del Regolamento Urbanistico”.

E’ pur vero che per San Giusto Le Bagnese si prevede una struttura alberghiera di alto pregio, un sistema di aree verdi lungo l’asse della Greve, una passerella tra Le Bagnese ed i “nuovi” giardini dell’area Ex-Impronta (attualmente questa area è totalmente cementificata), ma la destra idrografica del fiume sarà oggetto di processi di “sostituzione edilizia” con progressiva delocalizzazione delle attività produttive insediate.

E’ altrettanto vero che per Scandicci , dove il “Piano Rogers” (sul quale la Corte dei Conti pare abbia già espresso dei rilievi per l’eccessivo costo) prevede il Nuovo Centro, si ipotizza un “corso urbano” da piazza Matteotti al Municipio e un parcheggio a raso e sotterraneo dietro l’attuale Casa del Popolo di Piazza Piave ed il recupero della piazzetta di Scandicci Alto.

A Vingone si parla della riqualificazione del vecchio centro di piazza Brunelleschi con l’ennesimo progetto “partecipato”, fatto di promesse mai realizzate. Ma poi si attua una “perequazione urbanistica” in via Masaccio, dove un ennesimo, ma ormai “dimenticato progetto” prevedeva un’area “sociale” e attrezzata per il quartiere collegato con una passerella al comparto Socet.
Che fine ha fatto il Comparto Socet-Italposte.
L’Amministrazione forse non ritiene questi cittadini “meritevoli” di una compensazione a fronte sia dei disaggi legati alla costruendo terza corsia e sia a fronte del “costo” per l’acquisto del diritto di superficie?

Nell’area dell’Ex Fonderia delle Cure c’è una previsione di un “mix” funzionale produttivo residenziale....

Ma c’è un ma!

Con la “perequazione urbanistica” (dove c’è un vuoto si riempie), si costruiranno abitazioni a S.Giusto; a Scandicci Centro, sulle aree dell’Ex CNR e attigue all’Istituto Russel-Newton (Via Sette Regole); attorno al tracciato della tramvia nelle aree circostanti al Viale Moro; tra Via dell’Acciaiolo e Via Vivaldi, nell’area di Largo Spontini a Casellina, nell’area di “frangia” in località Torre Rossa; all’Olmo e a Borgo ai Fossi.

Oltre al PEEP di Badia, a S.Colombano La Pieve, Capannuccia, altre costruzioni.

A S.Vincenzo a Torri si conferma il piano di recupero e riqualificazione dell’area dell’ex centro zootecnico “Le Palle”, ma in adiacenza è previsto un intervento residenziale.

Ed ecco la ciliegina sulla torta: a Rinaldi si dismette e si riqualifica il deposito di carburanti (anche l’area ex Farmaceutico è stata dimessa e riqualificata con costi enormi di bonifica ambientale a carico degli acquirenti delle abitazioni!).

Si prevede un campeggio nella fascia pedecollinare, e là proprio in quella fascia “dove”, parola di Sindaco, “mai e poi mai costruiremo”, c’è un inserimento di due piccoli comparti residenziali....

Qualche cittadino, già da tempo in quella zona, ha notato nel bel mezzo di un campo predisposta una postazione del gas e dell’Enel.

Se si costruisce tanto c’è da considerare il “10 % di edilizia “sociale”, non popolare!.

Sociale per chi ?

Per chi non ha più un lavoro e quindi più mezzi per vivere?

Sociale per chi, avendo un alloggio popolare, si trova sfrattato da un giorno all’altro per gli appetiti monetari dei proprietari pubblici?

Le linee strategiche recitano: “ a differenza dei vecchi PRG il Regolamento Urbanistico potrà essere rapidamente adeguato al mutare del quadro di riferimento economico e sociale, strumento capace di anticipare e governare le trasformazioni, non di subirne passivamente gli effetti, limitandosi a contenere talora tardivamente i possibili squilibri” .

Scusate, ma chi aveva e ha tuttora il potere di “firma”?

E ancora si legge: “ la Scandicci città incompleta dovrà riscattare l’indeterminatezza di alcuni paesaggi urbani”.

Ma chi l’ha costruita o fatta costruire?

E ancora: “Il nuovo centro sarà l’anima vera e propria di una nuova città, ormai riscattata dalle sue recenti origini di periferia solo quantitativa e urbanisticamente non conclusa.”

Abbiamo sostenuto e sosteniamo che Scandicci ha già subìto troppa violenza edilizia: ora si appresta a subirne un’altra ben peggiore perchè mascherata sotto il segno del progresso e della grande architettura.

Sarebbe utile fare una pausa di “riflessione” accompagnata da dati del cambio d’uso del patrimonio edilizio esistente, dai frazionamenti e da una indagine che faccia luce, tracciando la filiera dell’edilizia abitativa nel comune, dei costi e del loro variare.

Speriamo che dopo avere avuto “ragione” per sessanta anni, (tanto è il tempo di immutato governo della città) almeno ora “ i signori” abbiano torto.

Scrive il sen. Pellegrino, DS : “Non c’è peggior modo di aver torto in politica che quello di aver ragione con ritardo”.

Scandicci , 28 Marzo 2006

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