ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO DI PARTITO "IL CAMPANILE"
21/12/2006
«SCALDATI I MUSCOLI, INIZIAMO A MARCIARE»
Mastella al Consiglio nazionale dei Popolari-Udeur: «Fase due? Ci
vuole ancora la prima. Con Follini alle europee»
L’aria è distesa. Del resto come potrebbe essere
diversamente. Col boom di tesseramenti registrato nel 2006 (ben 114.767 iscritti),
i Popolari-Udeur di Clemente Mastella sono un partito in salute. Ma soprattutto
una forza di governo essenziale per poter tenere in piedi la maggioranza e l’esecutivo.
Il ministro della Giustizia lo sa bene. Ma davanti alla platea del Consiglio
Nazionale del partito, nel centro congressi dei Frentani, un concetto tiene
a metterlo subito in chiaro. «L’Unione non ha nulla da temere».
Il riferimento al nuovo progetto centrista avviato prima con la Federazione
e poi con l’intesa raggiunta con Marco Follini e l’Italia di mezzo,
è palese.
CENTRO «Il punto di approdo è quello delle europee del 2009»,
spiega Mastella. «Che apparentemente è un gesto neutro perché
si vota con il proporzionale con preferenza Poi vedo che ci sono tanti cantieri
aperti e non vedo perché il nostro cantiere debba essere quello che crea
subbuglio, difficoltà». Insomma, secondo il segretario dell’Udeur,
«dal momento che tutto si muove, noi non possiamo stare fermi. A far che?
A contemplare la politica? Penso che alle prossime elezioni (politiche) tra
l’altro gli scenari saranno diversi». E la partita politica potrebbe
non essere più tra Prodi e Berlusconi. «I protagonisti giocheranno
ruoli diversi. Chi ha giocato centravanti, poi arretra. L’importante è
che giochi». Quanto alle alleanze, ribadisce Mastella, «alle europee
del 2009 ci presenteremo insieme con gli alleati della Federazione di Centro
e con Follini, perché poi ci sarà una ricaduta sulle elezioni
politiche». Ma sulla collocazione del Campanile non si discute: «Noi
faremo alleanze di centrosinistra - garantisce - ma non escludiamo alleanze
di centro, questo non significa smarrire il senso della nostra appartenenza
politica. Di certo non faremo alleanze di centrodestra».
GOVERNO Poi è il momento di buttare un occhio pure sul cammino fatto
dall’esecutivo. «Ora va attuata la prima fase, la fase vera, altro
che la fase due…», taglia corto il Guardasigilli. «Abbiamo
fatto riscaldare i muscoli che erano un po’ legnosi e ora c’è
l’opportunità di realizzare nel modo giusto le condizioni di marcia
del governo», assicura. «La fase che c’è stata fino
ad ora - ha proseguito - è stata di riscaldamento. Come gli atleti che
prima di andare in campo si riscaldano, noi ci siamo riscaldati e ora c’è
l’opportunità di realizzare nel nodo giusto le condizioni di marcia
del governo». Certo, è inutile nasconderlo. «Qualche momento
di difficoltà c’è stato e si è manifestato anche
perché legato ad una attesa messianica». Ma anche perché
«i numeri sono così risicati che alcune leggi rischiano di non
essere fatte». E aggiunge: «Ci sono alcuni che sono apparenti rivoluzionari
ma in realtà sono conservatori dell’immobilismo. Questi si rendono
conto che al Senato quasi non abbiamo maggioranza?».
CONFINDUSTRIA Un’occhiata, Mastella la riserva pure alle dinamiche sociali.
«È giusto mettere la parola fine a questo inizio di guerra punica
tra la Confindustria e il governo». Anche perché, fa notare il
leader dell’Udeur, il sindacato degli industriali deve fare il suo mestiere
evitando di assumere «posizioni politiche, così come Tommaso Padoa
Schioppa fa egregiamente il ministro». Del resto, avverte ancora Mastella,
«ogni atto di contrapposizione finisce per creare qualche nuova tensione.
E le guerre puniche vanno assolutamente evitate».
PENSIONI Poi le riforme. Prima fra tutte quella della previdenza. «Bisogna
intendersi: se bisogna farla allora la si faccia e quindi si passi a vedere
come farla. Bisogna cercare di mettere insieme i diversi punti di vista senza
il broncio di nessuno», incalza il segretario dell’Udeur. Ma se
si farà, ribadisce Mastella, bisognerà partire «dalla concertazione
con il mondo sindacale e di quelli che non sono rappresentati neppure dai sindacati».
PACS Un ultimo passaggio sulle coppie di fatto. Il concetto è sempre
lo stesso: «Non devono essere oneri del governo perché può
avere effetti boomerang. In ogni caso, ripete Mastella, se il governo presenterà
un ddl in Consiglio dei ministri, come ho già detto, voterò contro».
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