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SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI

COMUNICATO STAMPA del 1° dicembre ’06

Le comunicazioni del Sindaco di Scandicci, Simone Gheri, al Consiglio Comunale di mercoledì 29 novembre u.s., relative alla fusione fra ex ASNU e SAFI e alla situazione dell’ordine pubblico, sul territorio comunale ed in particolare nel Quartiere di S. Giusto, in conseguenza dell’omicidio avvenuto in P.zza Costa, comunicazioni a nostro parere “pesanti”, sono passate in sordina, senza dibattito politico fra i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione e senza alcuna rilevanza per la stampa.

Ci aspettavamo che almeno, senza entrare nel merito delle questioni comunicate, qualche domanda fosse posta, almeno per evitare di trovarsi come Consiglieri Comunale nella scomoda posizione di apprendere da altre fonti quali gli effetti e le ricadute sociali derivanti dalla fusione fra due SPA e dalla situazione dell’ordine pubblico su territorio: invece il silenzio!

Il silenzio su una fusione che interessa un servizio pubblico, il silenzio su una questione liquidata come “estranea” al territorio.

Non ci sono dubbi che l’atto delittuoso è un comportamento “estraneo” al territorio ed alla cultura della nostra società, tuttavia va ricercata la genesi proprio perché atti e comportamenti che hanno portato al delitto, seppur “importati” non attecchiscano sul nostro territorio, minandone la convivenza civile.

La situazione che ha generato il delitto, così riferiscono le cronache, ha origine in un debito da lavoro non “onorato” da parte di un imprenditore edile nei confronti di “operai”. Operai ed imprenditori provenienti da una nazione extracomunitaria.

Per questo la necessità nostra di non essere silenti.

Per noi è un problema sociale, culturale ed educativo per evitare di far passare un messaggio sbagliato facendo ritenere che si tratta di un “episodio” estraneo al territorio: perché?

Premesso che è aberrante concepire che ancora oggi si possa uccidere, togliere ciò la vita ad un essere umano anche per fare giustizia, ancor più è abominevole se questo accade per un “debito” da lavoro.

Ecco perché riteniamo non debba passare in silenzio e non debba essere liquidato come “estraneo” il delitto di Via P.zza Costa.

Aprire un dibattito e promuovere un incontro con le comunità per renderle partecipe e consapevoli che i “conflitti da lavoro" hanno nel nostro ordinamento una loro procedura è importante, per noi e per loro.

Immaginare che le comunità si facciano una loro “giustizia” è intollerabile e imperdonabile.

Andiamo quindi all’origine:

  • Come e chi colloca i lavoratori “edili” extracomunitari?
  • Dove sono, se ci sono, luoghi di raccolta e chiamata sul nostro territorio?
  • Come e chi “provvede” al recupero crediti da lavoro?

Domande che hanno bisogno di una risposta, e chi meglio del Sindaco può rispondere.

La Segreteria Politica di Sezione

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