ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO DI PARTITO "IL CAMPANILE"
20/12/2006
L’ANNO CHE VERRÀ PROFUMA DI CENTRO
Il progetto di Mastella per la costruzione di un polo moderato contro le
«insufficienze di questo bipolarismo»
di Manuela D’Argenio
Un bipolarismo bislacco che non funziona, una legge elettorale che non esalta le ragioni della governabilità e un centro, nel centrosinistra, troppo schiacciato dalle ali radicali e per questo privo di intenzioni egemoniche.
Insomma, di buone ragioni per portare avanti un progetto politico differente e di larghe vedute, i Popolari-Udeur ne hanno fin troppe.
Ed è per questo che la lenta ma pervicace marcia verso la costruzione di un grande centro di ispirazione morotea, è cominciata.
Prima, con la nascita della Federazione di centro, siglata la scorsa settimana a Montecitorio tra il Guardasigilli, Publio Fiori, Antonio Sandri e Roberto Pizza; poi il patto sottoscritto da due allievi della scuola morotea, alias Clemente Mastella e Marco Follini, per correre insieme «ovunque sarà possibile», alle prossime amministrative. Una sorta di apripista, in sostanza, per la più importante prova delle elezioni europee del 2009.
Un’iniziativa tesa a raggruppare tutti gli ex democristiani sparsi nella galassia parlamentare, dalla Margherita a Forza Italia, vicini, spiega il ministro della Giustizia, al «nostro stesso interesse politico», senza per questo ledere gli equilibri dell’Unione. Insomma, ragiona ancora il Guardasigilli, «io sono leale all’Unione, ma a me questo centrosinistra così com’è non piace, troppa incertezza su tanti temi, a cominciare dalla bioetica».
Dunque, questo il progetto concertato: «La nostra è un’offerta che cala al momento giusto. Ora il mercato politico è aperto, ci sono insufficienze rispetto agli adulatori e agli idolatri di questo bipolarismo, ed è evidente che si tratta di concentrare le risorse e prendere bene il tiro.
E il tutto – rassicura Mastella – intendiamo farlo senza nessuna personalizzazione». Dunque, nessun gioco a vincitori e vinti, ma semplicemente «una scelta di buon senso politico», che intende guardare lontano.
Di qui, il plauso dei colleghi udeurrini, a cominciare da Mauro Fabris. «L’intesa tra il ministro Clemente Mastella e Marco Follini e la Federazione con i movimenti democristiani di Sandri, Fiori e Pizza – commenta il capogruppo dell’Udeur alla Camera – sono fatti concreti per rafforzare il centro politico italiano». E così, aggiunge, «mentre altri vagano alla ricerca di una propria supremazia e di un proprio protagonismo (il riferimento a Casini va da sé, ndr), personalità come Mastella e Follini dimostrano di essere capaci di anteporre il disegno politico della ricostruzione del centro, a qualsiasi velleità di protagonismo personale».
Stessa convinzione di Nuccio Cusumano, che sull’incontro tra Mastella e Follini, così ragiona: «Si tratta di un secondo tassello dopo l’iniziativa federativa dei giorni scorsi, verso il conseguimento di un obiettivo comune, quello della costruzione di un’unica casa dei riformisti, cattolici, democratici che possa essere nuovo e solido riferimento per i moderati italiani». Insomma, non si tratta di un ritorno al passato, né, tanto meno, di spinte nostalgiche fini a se stesse. Bensì, spiega ancora il presidente della commissione Agricoltura di palazzo Madama, di «un nuovo centro per il superamento di un bipolarismo che non ha prodotto altro risultato se non quello di acuire le contrapposizioni e alimentare pericolosi rigurgiti populistici». Dunque, un progetto di largo respiro che in vista delle elezioni amministrative ed europee mira rompere gli schemi del muro contro muro. E non è un caso, conclude Cusumano, che «i tre convegni di Palermo, Napoli e Brescia in programma tra gennaio e febbraio saranno l’occasione per un momento di riflessione su un’iniziativa che, con lungimiranza politica. rilancia l’idea di un centro degasperiano, costruito sull’identità cattolico-democratica, aperto ad un confronto politico-programmatico con la sinistra e che fa dell’equilibrio, senza ambiguità e pendolarismi, il proprio manifesto».
Dunque, qualcosa è cominciato. Non resta che stare a vedere.
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