RENDICONTO DEI LAVORI DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL PARTITO
TRATTO DAL QUOTIDIANO "IL CAMPANILE"

17/03/2007

«AL CENTRO SERVE L’UDEUR»
Mastella al Cn: «Dobbiamo cogliere il senso del cambiamento politico»
di Giuseppe Petrocelli

Prende a prestito una metafora calcistica il leader Udeur e ministro della Giustizia Clemente Mastella davanti ai dirigenti del suo partito riuniti ieri a Palazzo Marini in un Consiglio Nazionale particolarmente affollato per definire cos’è oggi il Campanile: «Siamo l’Empoli della politica italiana».

E’, infatti, alla giovane squadra toscana, piccola fra le grandi, piena di entusiasmo e di freschezza, una formazione schiacciata dal calcio dei grandi nomi e degli enormi interessi economici eppure salita nell’Olimpo della classifica del campionato più bello del mondo, che il ministro guarda per chiamare i suoi a costruire il «partito di movimento».

Sarà per il delicato momento politico, ma la platea segue attenta il ministro indicare la rotta di un percorso mai così decisivo per il futuro del partito e del Paese. Il Campanile, innanzitutto.

L’epoca delle «imprese pionieristiche» è finita, sancisce Mastella, soprattutto quando si «accredita sempre di più» nell’opinione pubblica il «nostro posizionamento».

Il centro, infatti, spiega il Guardasigilli, «è uno spazio che può crescere» di fronte al mutamento in corso nella vita politica del Paese.

Un esempio?

«Quando si farà il partito democratico», sostiene Mastella, pezzi dei dielle - ma non solo - saranno attratti verso l’area che l’Udeur rappresenta. Insomma, «bisogna cogliere il senso del cambiamento». Ma cavalcare l’onda favorevole, «richiede uno sforzo enorme».

Il partito, dice Mastella, va non solo radicato ma anche aperto alla società.

E come l’Empoli della serie A rimane ad alti livelli perché rimane umile, così l’Udeur deve mettere al bando chiusure e primazie: «Sì alla dialettica, no alla conflittualità, il nostro non deve essere un partito di amici».

Questa la premessa necessaria, secondo Mastella, perché il centro abbia un ruolo nella vita politica del Paese. Soprattutto di fronte ai temi scottanti di queste ore: il governo Prodi, la legge elettorale, i Dico. «Dopo la crisi, il centrosinistra ha ancora difficoltà oggettive ma il centrodestra ne ha altrettante: se la Cdl non si fosse presentata al Colle con quattro posizioni diverse forse non ci sarebbe stato il rinvio alle Camere dell’esecutivo». Comunque, tornato alle Camere, soprattutto al Senato, il governo ha retto anche politicamente (la vicenda dei 158 senatori) e «di questo qualcuno ci dovrebbe ringraziare». Ad ogni modo, per Mastella l’attuale equilibrio politico non reggerà ancora per molto.

Ecco perché «il nostro obiettivo sono le Europee del 2009» per testare «se c’è uno spazio politico per il centro». Tanto più che il quadro, anche in Europa, sta cambiando. «Basti guardare in Francia» dove il fenomeno Bayrou mette in discussione vecchie certezze. Così anche in Italia «c’è un’attenzione e un’irrequietezza» in molti ambienti, quindi «ci possono essere fattori per il ritorno di un’esperienza, di una suggestione».

Mastella lo dice chiaro: «Ci vuole un centrosinistra anni 60-80, diverso da quello di oggi».

Quanto alla legge elettorale «per noi fondamentale», «se si trovano condizioni che garantiscano governabilità senza “ghigliottinare” i piccoli» l’Udeur potrebbe anche starci ma «no al referendum, altrimenti non sarò più ministro».

Il modello tedesco?

«Sì se c’è intesa preventiva al centro senza guardare alla collocazione di oggi». E mentre prosegue il braccio di ferro sui Dico, Mastella precisa che «abbiamo espresso da subito la nostra contrarietà, non siamo clericali di ritorno ma fedeli alla nostra impostazione cattolica». Insomma, «siamo cattolici veri».

Ma ieri il Cn ha proceduto anche con una serie di nomine. Federica Rossi Gasparrini sarà la nuova presidente del Consiglio nazionale. Confermato invece il vicesegretario vicario Antonio Satta, mentre è stato eletto Marco Di Stefano vicesegretario.

Infine Angelo Picano è il nuovo dirigente organizzativo, insieme ai suoi due vice Dante D’Elpidio e Bonaventura Lamacchia.


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