TRATTO DAL QUOTIDIANO "IL CAMPANILE"
19/04/2007
«RENDERE PIÙ FORTE LA FAMIGLIA»
Mastella: «La società naturale fondata sul matrimonio tra uomo
e donna è soggetto giuridico»
di Manuela D’Argenio
Se il dialogo è stato finora il filo conduttore della politica del Guardasigilli, resta tuttavia qualche punto cruciale sul quale Clemente Mastella, non accetta compromessi. E uno di questi è la famiglia: pietra miliare della politica udeurrina, in sostituzione della quale il ministro della Giustizia non intende accettare palliativi o surrogati di sorta. E così, arriva un’iniziativa legislativa, made in Largo Arenula, tutta protesa alla difesa del nucleo familiare, come Costituzione comanda.
Famiglia. Così, poco prima di recarsi al convegno organizzato dal suo partito (che si è tenuto ieri pomeriggio alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università Pontificia San Tommaso), il Guardasigilli anticipa qualche novità presente nella legge quadro.
«Quoziente familiare, interventi per disabili e anziani, maggiori tutele per i minori e agevolazioni fiscali – dichiara Mastella ai cronisti - sono alcuni dei cardini della nostra iniziativa legislativa per rendere più forte la famiglia». Iniziativa particolarmente gradita al ministro che spiega meglio: «Con questo impulso sulle politiche familiari vogliamo delineare un’organica cornice normativa di riferimento per tutti gli interventi in materia. Noi – aggiunge – com’è noto, partiamo dalla considerazione di carattere costituzionale per cui la famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è soggetto giuridico ed è pertanto titolare di diritti, destinataria di tutela da parte dello Stato e, più in generale, punto di riferimento sensibile». Tutte argomentazioni che non solo motivano da sole l’adesione del Guardasigilli al family-day del prossimo dodici maggio, ma spiegano anche il senso del pugno duro che i Popolari-Udeur tengono su questo tema.
Giustizia. Diverso invece è l’approccio del Guardasigilli per le materie che riguardano strettamente il suo dicastero. Lo dimostra l’incontro avuto ieri mattina con i rappresentanti dell’Unione camere civili, focalizzato sul disegno di legge sull’accelerazione e sulla razionalizzazione del processo, già presentato da Mastella in consiglio dei ministri, e sulla «proposta degli avvocati di avviare un confronto serio e leale sulle problematiche legate al processo civile che, ad oggi, può dispiegarsi in ben 26 diversi riti».
Lo rende noto un comunicato di Via Arenula che fa il punto, a
ben guardare rassicurante, sull’esito del colloquio. «Al vicepresidente
dell’Unione camere civili, Paolo Maria Chersevani e all’ avvocato
Fabio Sportelli, - conclude la nota - il ministro della Giustizia ha prestato
grande attenzione e disponibilità, accogliendo le preoccupazioni degli
avvocati con la prospettiva di poter continuare un dialogo proficuo».
Intercettazioni. Altro traguardo raggiunto dal Guardasigilli, e ottenuto attraverso la mediazione con l’opposizione, è il ddl sulle intercettazioni che lo scorso martedì sera ha avuto il via libera alla Camera, raggiungendo la quasi unanimità dei consensi. Un obiettivo che ha trovato la soddisfazione di Mastella, entusiasta per «un grande ed esaltante momento dell’attività parlamentare». Insomma. non è un mmistero che qualche mese fa lo stesso provvedimento si è scontrato con le resistenze e la reticenza dell’aula. E invece, è stato approvato «con una solidarietà ampissima. E’ un voto – ha commentato ancora il ministro – che fa bene alla demnocrazia, un grande ed esaltante momento di attività parlamentare». Il tutto, sia chiaro, nel rispetto di quella libertà di cronaca che non vuole essere limitata. Insomma, questa la sintesi del guardasigilli a provvedimento approvato, «non abbiamo messo la museruola alla stampa. Abbiamo aumentato le sanzioni rispetto a chi esula da quelli che sono i corretti percorsi. Nessuno non garantisce il diritto di cronaca e la possibilità di fare inchieste, però laddove vengono fuori degli elementi che fuoriescono da quello che è il diritto di cronaca, francamente se uno sbaglia, finisce per pagare».
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