TRATTO DAL QUOTIDIANO "IL CAMPANILE"

8/05/2007
«UNA LEGGE PER TUTTI CHE NON FACCIA MARTIRI»
di Lea Vendramel

Si inasprisce lo scontro sul conflitto di interessi. Come prevedibile, l’opposizione continua a cavalcare l’onda delle polemiche, accusando la maggioranza di mascherare dietro l’intenzione di risolvere il conflitto di interessi la volontà di colpire l’ex premier Silvio Berlusconi.

Una convinzione scaturita in particolare dall’inserimento del blind trust nel ddl attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera.

L’articolo sette del provvedimento, infatti, prevede l’affidamento a un fondo cieco della gestione del patrimonio qualora superi i quindici milioni di euro. Una norma che secondo il centro-destra sarebbe studiata ad hoc per danneggiare il Cavaliere.

La maggioranza, però, respinge qualsiasi illazione e spiega che il richiamo è al sistema statunitense.

Ma se i dissensi tra i due schieramenti rientrano nella consueta dialettica politica, a complicare la questione e a rendere incerto il cammino del provvedimento sono soprattutto le perplessità interne all’Unione.

Compatta sulla necessità di approvare con urgenza una legge che regoli il conflitto di interessi, ancora non trova una posizione comune sui contenuti del provvedimento. Ds e Margherita sono pronti ad andare avanti sulla strada segnata dai ventuno articoli all’esame della prima commissione di Montecitorio. Ma Verdi, Comunisti italiani e Italia dei valori insistono per inasprire ulteriormente il ddl, inserendo oltre all’incompatibilità anche l’ineleggibilità. «Sull’ineleggibilità saremo intransigenti – ribadisce il capogruppo del Sole che ride alla Camera, Angelo Bonelli – in Italia serve una legge seria sul conflitto di interessi per impedire il riprodursi di una pesante anomalia che ha creato gravi disfunzioni democratiche nel nostro Paese». «La normativa presentata è troppo moderata – concorda il capogruppo del Pdci, Pino Sgobio – per questo chiediamo all’Unione di non accantonare il tema dell’ineleggibilità e di rafforzare gli elementi dell’incompatibilità tra cariche governative e la disponibilità di beni». Insomma, chiosa il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, il provvedimento «così com’è non convince ancora».

Sdi e Popolari-Udeur, però, frenano, invitando a riflettere, a coinvolgere l’opposizione e a non cadere nel tranello di vittimizzare il Cavaliere, facendo così il gioco del centro-destra. «Occorre cercare un accordo tra maggioranza e opposizione», suggerisce il leader dello Sdi, Enrico Boselli, perché «così stiamo ricompattando il centro-destra e rivitalizzando la leadership di Berlusconi».

La legge sul conflitto di interessi deve avere «un sapore istituzionale che vale per Berlusconi oggi e varrà per qualsiasi Paperon de’ Paperoni domani», torna a ripetere il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, convinto che «è un fatto serio in una democrazia e va risolto, però, con il consenso anche delle opposizioni». Solo così, infatti, si impedirà al Cavaliere di attribuirsi «l’aureola di martire» e si evitarà di «passare per quelli che vogliono ghigliottinare chi ha interessi molto forti». Quindi, come ha più volte sottolineato il capogruppo dei Popolari-Udeur alla Camera, Mauro Fabris, «una norma corretta non può prevedere né l’ineleggibilità né l’obbligo di vendita del patrimonio».


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