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Popolari
UDEUR SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI |
COMUNICATO STAMPA del 12 giugno 2007
L’Assessore Regionale alla Sanità Rossi ha fatto intendere che non vi è nessuna regia politica dietro la riorganizzazione del Pronto Soccorso di Careggi.
I fatti lo smentiscono.
Sembra infatti giunta a conclusione la vicenda.
Partendo dalla riorganizzazione del Pronto Soccorso di Careggi, anche l’Azienda Ospedaliera di Siena decide di riorganizzare l’emergenza adottando il modello di fiorentino.
Quello che come è noto divide in tre “tronconi autonomi” l’emergenza con la nomina di tre primari e un dirigente-primario di “area” per “armonizzare” dei tre nuovi tronconi.
Sorge spontanea una domanda politica: quale logica segue l’atto amministrativo dell’Azienda Ospedaliera di Careggi?
Non certamente quella dell’efficienza e dell’immediatezza delle risposte concrete da dare al cittadino, poiché ha rigettato un modello internazionalmente adottato e lungamente sperimentato.Con il modello amministrativo che si intende adottare vi è certamente un significativo aumento dei costi amministrativi legati alla “dirigenza”, ma non migliora la risposta e l’efficienza che i cittadini si aspettano dalle situazioni legate alla emergenza sanitaria.
Si ha la sensazione politica di propendere, con questo atto aziendale, alla mera soddisfazione di esigenze di consenso e di potere interno alla distribuzione di incarichi amministrativi dirigenziali.
Questo ci porta a confermare e riaffermare che esiste una “regia politica” dietro questa operazione che verosimilmente sarà introdotta in tutta la Regione Toscana e poi su tutto il territorio nazionale. grazie alle strette relazioni che la Giunta Toscana tiene con l’attuale Ministro alla Salute.
Stessa regia politica si intravede nelle scelte strategiche della politica sanitaria in Toscana messe a punta dalla Giunta Regionale.
Dietro il dissesto del CSPO (istituzione di prevenzione oncologica) e dei suoi difficoltosi tentativi di risanamento, istituzione oggi comunque capillare su tutto il territorio fiorentino, c’è il tentativo di convogliare la prevenzione e terapia oncologica verso l’Istituto Tumori Toscana? Se cosi fosse quale “miglioramento sanitario” il cittadino ne otterrebbe?
Cosa dire, ancora non detto, delle Società della Salute?
I risultati della sperimentazione dimostrano la inutilità di questa scelta, e portano a chiedere con forza la loro abolizione. Ciò permette di recuperare risorse per il potenziamento dei distretti sanitari ed maggiore disponibilità alla convenzioni. Velocizzando in questo modo i tempi delle prestazioni ed evitando al cittadino di ricorre al privato.
Quali sono i risultati del monitoraggio, che a suo tempo l’Assessore Regionale alla Salute Rossi con una apposita Legge Regionale determinò in 15 gg il tempo di attesa per le prestazioni specialistiche e diagnostica di 2° livello? Per una tac convenzionata il tempo di attesa sono 15 giorni? Da quanto i cittadini lamentano nella migliore delle ipotesi intercorrono dopo la richiesta quasi tre mesi.
Rivolgendosi al “privato”, la tac si fa in meno di una settimana.La perla, il conflitto che si è aperto fra l’Assessore Regionale alla Salute e le Associazioni dei Medici di Famiglia, avente per oggetto la disposizione voluta dalla Regione in merito alla prestazione assistenziale del sabato mattina, due ore.
Quale risultato si vuole ottenere? Nell’immediato risparmiare sulla Guardia Medica? Nel futuro il suo completo smantellamento creando gravi disaggi al cittadino.
L’argomento a sostegno della decisione di prolungare l’orario al sabato mattina sembra sia quello che vuole fare passare il concetto che i Medici di Famiglia “lavorano poco”.
Il Sindacato dei Medici di Medicina Generale non la pensa allo stesso modo. L’attività lavorativa del Medico di famiglia non si conclude con l’orario ambulatoriale, durante il quale oltre alle visite espleta anche la funzione di tutor per gli studenti in medicina laureandi e neo laureati, gestisce i cosiddetti Codici Bianchi. Oltre alle ore ambulatoriali ci sono visite a domicilio e l’aggiornamento professionale.
Alla categoria oggi chiamata a difesa non solo dei suoi diritti, ma anche a difesa della salute dei cittadini, come partito Popolari UDEUR forniamo solidarietà e appoggio politico alla loro richieste.
Auspichiamo un tavolo di concertazione fra le forze politiche che sostengono la Giunta comprendendo anche rappresentanti politici dei partiti non presenti in Consiglio.
Popolari UDEUR Toscana – Dipartimento Sanità – Marco Becucci
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