TRATTO DAL QUOTIDIANO "IL CAMPANILE"
Niente tasse per il futuro
Finanziaria, vertice dell’Unione con Prodi sul metodo. Il Guardasigilli:
«Serve responsabilità». Il premier: «Avanti collegialmente».
Pecoraro Scanio: «Non ci saranno nuove imposte». Il ministro della
Giustizia: «Nessuna forza politica può imporre la propria posizione,
occorre rispetto reciproco perché al Senato o si trova la quadra o salta
tutto in aria»
Collegialità e nessuna nuova tassa.
Saranno questi i due punti intorno ai quali ruoterà la stesura della prossima manovra Finanziaria, sulla quale ieri un primo vertice di maggioranza ha messo di fronte il premier Romano Prodi, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, quello del Programma Giulio Santagata, il sottosegretario Enrico Letta, segretari e capigruppo dell’Unione.
Un vertice che non ha toccato punto per punto gli argomenti che saranno trattati, ma ha soltanto stabilito il metodo con il quale affrontare il maxi-impegno da ora alla fine dell’anno. Prodi, quest’anno, ha preferito mettere le mani avanti, evitando dichiarazioni seguite quasi sempre da repentine smentite. Niente colpi di testa, insomma, il governo che già attraversa una fase complicata, non vuole rendersi la vita più dura.
E il banco di prova sarà la manovra, che oltre ad essere frutto di decisioni collegiali, dovrà anche occuparsi di tagliare gli sprechi, riqualificare la spesa e dare un’immagine ai cittadini di un Paese moderno e senza troppi privilegi. Sulla collegialità si dice d’accordo il Guardasigilli e leader Udeur, Clemente Mastella, che ha spiegato come il principio della collegialità è stato “sottolineato da tutti”. Insomma, siamo “tutti collegiali. Ma d’altra parte può essere solo così”, ha concluso il ministro.
Comunque, oltre alla collegialità, sarà una manovra di equilibrio, stando al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che ha spiegato come il risanamento sia stato già fatto nella precedente manovra.
Per il taglio alle tasse, agognato da molti, però (in primis dagli esponenti del Pd) si dovrà ancora aspettare, perchè le risorse a disposizione saranno messe in cantiere per aiutare le fasce più deboli della popolazione.
Inoltre la sinistra radicale, che da ieri l’altro si è riunita in una sorta di cartello dal nome la “cosa rossa”, la prossima settimana presenterà al premier un documento con una serie di proposte da discutere insieme agli altri esponenti dell’Unione.
Per Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, però, tagliare tasse e sprechi rimane una priorità. All’incontro ha evidenziato, infatti come per l’Italia dei Valori il taglio delle spese e “soprattutto degli sprechi e il taglio delle tasse, è una necessità imprescindibile per una Finanziaria credibile”.
Una “manovra di lotta agli sprechi” anche per Vannino Chiti, titolare dei Rapporti con il Parlamento, convinto che la “Finanziaria sarà di lotta agli sprechi e di qualificazione della spesa pubblica”.
Una Finanziaria sociale, è il “grido” che arriva dalla sinistra radicale. Il segretario del Prc Franco Giordano, al termine della riunione ha detto di aver chiesto a Prodi “di rompere tutte le forme di gerarchia predeterminata e predefinita nel governo, chiedendo un salto di qualità in direzione di un intervento sullo stato sociale”.
La risposta dell’opposizione è arrivata con l’esponente di An Maurizio Gasparri che ha annunciato: “Sulla Finanziaria si abbatte il ricatto della sinistra radicale che vuole tassare Bot e risparmio e presenta il suo conto agli alleati, con un documento che ratifica la spaccatura e la fine di un governo diviso e allo sbando, che ha fatto esplodere la pressione fiscale e farà di peggio”.
(08-09-2007)
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