TRATTO DAL QUOTIDIANO "IL CAMPANILE"
Lea Vendramel
"Piano sicurezza, ora basta strumentalizzare l'indulto"
Polemica nella maggioranza dopo l’intervista di Amato a “Repubblica”.
E il capogruppo Udeur, Fabris all’opposizione: «Le leggi in vigore
non sono del governo attuale»
Nuove tensioni nella maggioranza sulla sicurezza.
Ad innescare l’ennesima polemica l’intervista rilasciata dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, a “Repubblica”. Il titolare del Viminale, parlando del giro di vite cui sta lavorando il governo per combattere la criminalità e rilanciare la sicurezza nel nostro Paese, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e dà una strigliata a una «certa sinistra». «Basta con il dibattito burattinesco che abbiamo avuto finora», «è ora di finirla di pensare che è sempre colpa della società», «una tara culturale affligge una parte della sinistra» che rimprovera il governo di prendersela con i lavavetri e non con la mafia, è lo sfogo di Amato dalle colonne del quotidiano.
Uno sfogo che non piace ovviamente a leader e ministri dell’ala radicale della maggioranza, chiamati direttamente in causa dal titolare del Viminale.
Del resto, la sinistra aveva già preso le distanze dalle misure delineate dal governo, accusandolo di colpire gli «ultimi della società» e attuare «le politiche fallimentari della tolleranza zero».
Le parole di Amato, quindi, non fanno altro che gettare altra benzina sul fuoco.
Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, si limita a prendere le distanze dall’intervista pubblicata ieri da “Repubblica”, invocando maggiore «collegialità» in materia di sicurezza. «Bisogna distinguere il vero crimine dal disagio sociale», ribadisce il titolare del dicastero dell’Università, Fabio Mussi. «È scorretto e controproducente mettere sullo stesso piano chi delinque e chi per vivere improvvisa lavori umili», incalza il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. «Stiamo assistendo ad una confusa ed affrettata rinuncia ai valori della solidarietà e della giustizia sociale per poco nobili fini elettoralistici che infine non pagheranno – insiste l’esponente dei Comunisti italiani, Marco Rizzo - è un grave errore scaricare il problema sull’ultimo anello della catena».
Insomma, la sinistra radicale respinge il richiamo di Amato e sferra un duro attacco contro il ministro e la sua linea dura.
E come prevedibile, l’opposizione non si lascia sfuggire l’occasione per cavalcare la polemica e puntare il dito contro le «posizioni inconciliabili di sinistra radicale e sinistra riformista». E pur condividendo le misure approntate dal governo, è scettica sul fatto che saranno effettivamente attuate.
Ma a zittire il centro-destra ci pensa il capogruppo dei Popolari-Udeur alla Camera, Mauro Fabris, ricordando che le norme vigenti in materia di immigrazione, pubblica sicurezza e procedura penale «sono state quasi tutte varate dai governi precedenti».
E quanto all’indulto, continuamente tirato in ballo come causa di tutti i mali, ribadisce per l’ennesima volta che è «stato votato da tre quarti del Parlamento e quindi anche da numerosi esponenti del centrodestra, nessuna strumentalizzazione dunque dovrebbe esser fatta da quanti stavano nella precedente maggioranza, ma tutti dovrebbero dire cosa si dovrebbe fare per garantire sicurezza ai cittadini senza comprimere in generale i loro diritti».
(06-09-2007)
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