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PAROLA AI POLITICI - NOVEMBRE 2007: spazio riservato al dibattito dal mensile INFORMASCANDICCI
Giriamo ai politici la domanda del lettore Ennio.
"Da parecchi anni una azienda, grande o piccola che sia, qualora attraversi un periodo di crisi, come primo intervento di 'risanamento', indipendentemente dalle cause, effettua un ridimensionamento degli effettivi del personale.
Vista la situazione Italia in generale, cosa ne pensano e, soprattutto, cosa pensano di fare i politici che 'governano la città?ARTICOLO PER INFORMA SCANDICCI NOVEMBRE 2007
Un'azienda entra in “crisi” quando non è più in condizione di soddisfare il suo equilibrio economico nel medio e lungo periodo.
La crisi aziendale è sempre il risultato del fallimento gestionale dell’imprenditore e del gruppo dirigente che non ha saputo o voluto investire, innovare, gestire, riconvertire l’azienda alle nuove esigenze di “mercato”.
La crisi aziendale non sopraggiunge dall’oggi al domani e comporta sempre una forte riduzione del personale operaio e impiegatizio, mascherato sotto varie forme.
Negli ultimi anni, a Scandicci si sono persi quasi mille posti di lavoro fra gli addetti alla produzione industriale, grande, media, piccola e artigianale, solo in parte recuperati.
Il Governo della Città passa attraverso le sue linee strategiche e si realizza, o si dovrebbe realizzare nel Piano Strutturale e nelle linee economiche del mandato di Programma del Sindaco.
A Scandicci, è noto, le Linee Strategiche ed il Piano Strutturale, veicolato dai sostenitori dei “Projcet Financig”, ruotano intorno al “polo del lusso”, delle grandi firme (ma per chì?), ai “grandi lavori”, alla “grande distribuzione” ed alla “edilizia privata” che massicciamente e con altissimi costi di acquisto consuma il territorio.
Bene pubblico per eccellenza non replicabile.
Nessun interesse, salvo rare eccezioni, per l’agricoltura, l’artigianato, la difesa dell’ambiente, le nuove tecnologie per le energie alternative.
Quindi ad oggi e, dopo l’esperienza della vicenda ELECTROLUX-ZANUSSI, tutto quello che non rientra in quelle quattro categorie produttive che abbiamo citato possiamo dedurre non trova impegno e sostegno negli strumenti di Governo della Città.
Abbiamo provato ha lanciare l’idea di un diverso modo di intervenire nella realizzazione delle terza corsia ed a proporre, nel pieno della crisi industriale che tuttora perdura, riconversioni e nuove strategie industriali tali da fare di Scandicci, anche con il concorso della finanza pubblica, un “polo” nazionale tecnologico, di ricerca e produzione, per le energie alternative che avrebbe potuto, quello sì, avere ricadute immediate e positive sul territorio. Niente.
I grandi lavori, che richiedono ingenti risorse finanziarie “pubbliche”, una volta ultimati, smobiltano i cantieri e non lasciano niente di produttivo sul territorio.
Gli interventi di edilizia privata saturato i territorio e non danno risposta alle giovani coppie ed alle famiglie con basso reddito.
Il polo del lusso produce “lusso” ma non per i cittadini di Scandicci che, in buona parte, al massimo possono permettersi quello “taroccato”.
La grande distribuzione commerciale nell’immediato stimola i consumi, ma impoverisce la produzione del territorio. Produce guadagni all’investitore finanziario ma non economia.
La politica, quella con la P maiuscola, deve prendere coscienza che per Governare la Città è necessario creare occasioni di medio e lungo periodo a tutto campo, pena, la desertificazione culturale ed economica del territorio.
Scandicci , 26 Ottobre 2007
Marco Becucci
Segretario Politico Comunale Popolari Udeur di Scandicci
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