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UDEUR SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI |
PAROLA AI POLITICI - DICEMBRE 2007: spazio riservato al dibattito dal mensile INFORMASCANDICCI
"Nel comune ci sono alcuni immobili che necessitano di interventi di restauro come l'ex casa del fascio di Mosciano o l'attuale sede dell'Anpi. La proprietà però è del demanio che non vuole venderli, ma non ci sono i finanziamenti per i lavori né la possibilità di recupero degli oneri di urbanizzazione.
Come fare, quindi, per riportare questi immobili così ricchi di significato storico a disposizione dei cittadini?"
ARTICOLO PER INFORMA SCANDICCI DICEMBRE 2007
Relativamente alla “destinazione” degli immobili demaniali indicati nella traccia l’Amministrazione Comunale ha già delineato alcuni orientamenti ed assunto le decisioni conseguenti.
Da notare che nel corso della vigente legislatura la Giunta Comunale ha approvato una delibera, di cui non conosciamo il contenuto, che riporta il titolo “n 240 del 14/09/2004 Edificio ex Fascio di Mosciano. Retrocessione alla Amministrazione Demaniale dello Stato”. Dove il sostantivo “retrocessione” può assumere diversi significati (restituzione, degradazione, regressione, indietreggiamento.)
Per quanto riguarda l’ex Caserma di Via de’ Rossi esiste un accordo che in sintesi, ripreso dal sito del Comune di Scandicci recita: ’Amministrazione Comunale e la Soprintendeza ai beni archeologici alla quale il Demanio, proprietario dell’immobile, ha formalmente assegnato la struttura, nella palazzina sarà sistemato il Laboratorio di studio delle ossa umana rinvenute negli scavi. E, coerentemente a questa destinazione, anche il piccolo museo-laboratorio di archeologia, con tutti i reperti trovati negli anni nei diversi siti emersi a Scandicci, ultimo in ordine di tempo la necropoli etrusca venuta alla luce durante gli scavi nell’area Matec"
In definitiva quindi gli immobili rientrano uno, l’ex Caserma di Via de’ Rossi, nel demanio accidentale, ovvero un bene capace di soddisfare interessi pubblici e interessi privati, diventano demaniale perché appartenete allo Stato o ad enti pubblici (strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, musei, pinacoteche, archivi, biblioteche); l’altro, l’ex casa del fascio di Mosciano, rientra fra i beni patrimoniali disponibili è quindi può essere venduto.
Il Sindaco e l’Amministrazione hanno fatto la scelta: si vende al privato.
Questo allo stato dei fatti, per quanto di nostra conoscenza.
La questione dunque è politica. L’Amministrazione Comunale ha scelto per lo sviluppo della Città il comparto dell’edilizia privata, il commercio legato alla grande distribuzione e le griffe.
La domanda è. “ a chi interessa il recupero di beni storici?”
L’area ex CNR, l’ex svincolo autostradale di Via Pisana, la storia della Badia di Settimo, ma soprattutto la destinazione del Castello dell’Acciaiolo. E’ questo il recupero del patrimonio storico ed il modo per riportare questi immobili alla disponibilità dei cittadini?
Marco Becucci
Segretario Politico Popolari UDEUR di Scandicci
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