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UDEUR SEZIONE COMUNALE DI SCANDICCI |
PAROLA AI POLITICI - GENNAIO 2008: spazio riservato al dibattito dal mensile INFORMASCANDICCI
"Scandicci sta diventando sempre più una “città delle eccellenze”. Ottime scuole, una piccola e media imprenditoria in forte espansione e con grandi prospettive. Fra poco, a Castelpulci, anche l’università della moda e poi, il nuovo centro firmato Rogers.
È di pochi giorni fa la proposta dell’ex sindaco Doddoli di creare una banca di Scandicci, fondata dall’imprenditoria locale sul modello del credito cooperativo.
Pensate che questa potrebbe essere l’occasione per consacrare definitivamente Scandicci come una realtà importante del panorama non solo regionale ma anche nazionale?"
ARTICOLO PER INFORMA SCANDICCI GENNAIO 2008
Forse c’è qualcuno che a forza di ripetere a sè stesso, incessantemente, che Scandicci è la città delle eccellenze ci crede per davvero e si illude di vivere in una sorte di “giardino dell’Eden”.
E’ forse eccellenza la situazione dei marciapiedi e delle strade, delle aiuole spartitraffico, della illuminazione pubblica?
E’ forse eccellenza l’edilizia e l’urbanistica cha ha visto Scandicci passare da paese rurale a città dormitorio, senza sogni, frutto dell’incultura architettonica e del consumo insensato del territorio!
E’ forse eccellenza il “Piano Rogers”, peraltro ridotto e piegato agli interessi del project financing, che ha immaginato il nuovo centro, e, nell’arco di oltre in quinquennio, ha solo prodotto la “tettoia” di Piazza Matteotti (peraltro soffocata dal traffico di attraversamento insieme a tutto il tratto viario circostante che comprende il centro ottocentesco) e la pedonalizzazione di un tratto di via Pascoli?
E’ forse eccellenza la perdita, nell’industria manifatturiera locale e non solo, di quasi mille posti di lavoro?
E’ forse eccellenza la perdita delle piccole attività artigiane e commerciali (un’emorragia continua) strangolate dagli affitti speculativi e dalla grande distribuzione?
E’ forse eccellenza la mancanza di una vera e seria politica della casa, che non sia rivolta solo e comunque alle nuove costruzioni dai costi sovradimensionati e speculativi?
E’ forse eccellenza la mancanza di una politica dell’ambiente che permetta all’agricoltura locale di risollevarsi dal degrado in cui la si è lasciata cadere?
Eccellenze, comunque, ci sono nelle attività industriali e nell’artigiato-artistico che brillano di luce propria e non compensano il territorio; sono soltanto il “fiore all’occhiello”, costoso, di un abito dismesso.
Eccellenze sarebbero il por mano da subito all’autosufficienza energetica della città, lo studio di un piano coordinato di recupero di interi quartieri abitativi puntando, con l’aiuto pubblico, sulle industrie per le tecnologie e la produzione di “energia pulita” e la “certificazione energetica” degli edifici esistenti (per quelli nuovi ci sono già parametri previsti delle nuove normative). Un esempio è lo sviluppo del fotovoltaico e solare, l’eolica, la geotermica, e soprattutto quella dell’idrogeno prodotto dall’acqua con l’elettricità geotermica. Questa sì sarebbe una vera e pacifica rivoluzione, la soluzione dei problemi dell’inquinamento ambientale, dei costi energetici.
Per fare questo occorre una gestione delle risorse “mecenate” ed una finanza che non investa in soldi per fare i soldi ma che promuova concretamente lo sviluppo economico, anche locale. L’idea del ex Sindaco di Scandicci Giovanni Doddoli di creare una Banca di Scandicci sul modello del credito cooperativo, se indirizzata a questi obiettivi, non ci lascia del tutto insensibili : temiamo, viceversa, che, se finanziata da imprenditori locali possa alla lunga favorire i loro interessi legittimi e non quelli della intera comunità. Nell’era delle concentrazioni e delle scalate bancarie, vediamo piuttosto ad un massiccio intervento delle istituzioni pubbliche anche in campo finanziario senza che questo prevalga sul privato, capace di favorire lo sviluppo regionale e locale in quanto legati al territori. Passeremo forse come nostalgici sognatori, ma almeno abbiamo un sogno. I frutti di una “sana economia mista”, in passato, hanno fatto dell’Italia contadina e, senza offesa, semianalfabeta uno dei paesi più sviluppati al mondo, permettendo anche ai meno fortunati ed ai meno ambienti di potere salire nella scala sociale, e questo non è un merito da poco. Riproviamoci.
Marco Becucci
Segretario Politico Popolari UDEUR di Scandicci
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