|
Popolari
UDEUR SEZIONE COMUNALE "Mario Augusto Martini" SCANDICCI |
LA SITUAZIONE DELLA SANITA’ NELL’AREA FIORENTINA
PROPOSTE DI DISCUSSIONE DEL PARTITO POPOLARI UDEUR DELLA PROVINCIA DI FIRENZEPer discutere dell’assistenza sanitaria e sociale sul territorio fiorentino bisogna rifarsi alla storia del Servizio Sanitario Nazionale, che da quando è stato istituito nel dicembre del 1978, abolendo il sistema delle mutue (nè più ne meno che assicurazioni private), anche quì ha vissuto alterne vicende.
Quella del 1978è stata una buona riforma, anzi la migliore al mondo, tant’è vero che in tempi più recenti, il Presidente USA Bill Clinton avrebbe voluto copiarla tale quale: andando a colpire gli immensi profitti della sanità privata americana , quelle “corporations”, ancora più potenti di quelle militari, l’hanno subito “affondata”.
In Italia siamo passati da un S.S.N. che concedeva ed elargiva tutto a tutti, forse anche a chi non ne aveva bisogno o utilità, alla cosiddetta fase aziendalistica, nella quale, per scimmiottare un efficientismo sono stati messi a capo delle ASL, magari provenienti e/o riciclati da industrie che non avevano niente a che vedere con la sanità, i Direttori, gli onnipotenti “manager” o meglio sarebbe chiamarli “burocrati d’impresa”.
I piani di ristrutturazione basati su “risparmio” e “efficientismo” hanno tagliato soprattutto il personale operativo ed i servizi, con la concertazione sindacale. I risparmio sono diventati “premi” intascati attraverso i “benefit”, anziché riconvertiti ed utilizzati in attività e servizi produttivi.
E’ altrettanto vero che i loro contratti privati stipulati fra ASL e Direttori prevedevano questi benefici.
Il precedente Governo di Centrodestra, con la sua devastante politica economica, ha contribuito a fare scomparire quasi completamente il ceto medio, anche se dobbiamo riconoscere che questa politica “libero mercato” non l’ha iniziata la destra ma la tecnocrazia sostenuta dal centrosinistra.
I cittadini compresi nella fascia di povertà sono aumentati a dismisura.
La difficile situazione economica, che anche quì nell’area fiorentina si fa sentire, indebolisce sempre di più i meno abbienti, accresce la solitudine di tante famiglie, di tanti anziani e disabili e accresce la loro impossibilità di accedere ai più elementari servizi sociali e sanitari.
Il precedente Governo di Centrodestra ha tentato di imporre la “devolution”, brutto termine americaneggiante che in pratica avrebbe permesso la scomparsa dello Stato Unitario, prodotto la disuguaglianza all’accesso dei diritti e la nascita di tante piccole “repubbliche autonome” anche in campo sanitario.
La sopraffazione della ricchezza contro l’indigenza.
Ma sarà vero che la devolution non esista anche all’interno del nostro Servizio Sanitario Regionale?
Il precedente Governo di Centrodestra, con leggi finanziarie creative, ha tagliato molti fondi destinati alla Sanità e ai Servizi Sociali, violando il diritto costituzionale alla salute. Ma anche il Governo di Centro Sinistra, che ha sposato il pensiero unico del mercato con ministri cooptati dal mondo finanziario internazionale per ora non ha fatto di meglio!
E quale soluzione trovano alcune fertili menti toscane della cosiddetta sinistra?
Oggi siamo alla fase della Società della Salute. Seppur sperimentale sembra sia la soluzione alle attuali e sempre più pressanti esigenze della tutela della "salute" dei cittadini: "salute" intesa nei suoi vari aspetti come le scelte di vita, gli aspetti economici, ambientali, la disponibilità di servizi sanitari e sociali, in una sola parola il "benessere della persona".
Sembra che essa debba intervenire per sanare tutte le situazioni di disagio che si presentano.
Dentro alla Società della Salute, per lo meno a voler dirigere e decidere sulla appropriatezza delle prestazioni, ci sono tutti.
Proprio tutti perchè così vuole il "politicamente corretto": dall’immancabile megaburocrate d’impresa, alle amministrazioni pubbliche, dai sindacati agli assistenti sociali.Ci sono tutte le associazioni di volontariato, ci sono i farmacisti e per bontà dei politici anche i medici!
Al tempo della riforma del 1979 nei Consorzi SocioSanitari,l’embrione delle Usl poi Asl, che dovevano programmare e dirigere la politica sanitaria e sociale c’erano nominati gli eletti dal popolo nei consigli comunali.
Oggi nella Società della Salute ci sono i nominati o i cooptati come nei Consigli di Amministrazione delle Corporations e delle grandi Fondazioni Filantropiche americane.
Per quanto la Sanità Toscana sia per molti aspetti migliore che in altre Regioni, non è tutto oro ciò che luccica! E quindi può accadere che mentre l’Assessore alla Sanità Toscana dica di aver ridotto i tempi di attesa delle prestazioni, questi in realtà, siano ancora molto lunghi e tal da compromettere una tempestiva diagnosi ed una efficace ed altrettanto tempestiva cura.
Pagando invece...si ottiene tutto in breve tempo.
Questo è anche l’effetto della politica della progressiva riduzione dei “budget di convenzione” agli Istituti Privati di Analisi e Fisioterapia Convenzionati con il SSN.
Può accadere che si stipulino dei contratti collettivi integrativi con i medici di famiglia (o meglio li si obblighi) che prevedono incentivi economici ad personam sul “risparmio” della prescrizione farmaceutico.
Ma allora non era meglio lasciare intatti i ticket, anche simbolici, sui farmaci per scoraggiarne l’abuso?
I dirigenti del Servizio Regionale ci dovranno pur dire quanto in realtà la spesa del farmaco pesi in percentuale sul bilancio!
Può accadere che una signora traumatizzata per incidente stradale si senta invitare dallo specialista pubblico ad accedere al suo studio privato per le successive prestazioni, che sicuramente saranno più accurate, ma a pagamento.
Può accadere che un’altra signora, da tempo sofferente di dolori addominali, inviata al Pronto Soccorso Ospedaliero venga rinviata al proprio domicilio con una banale diagnosi e che magari in seguito, dopo aver pagato di tasca propria una TAC e fatto pressing, tramite il proprio medico, sulla struttura pubblica per ottenere una colonscopia urgente poi negata, scopra di essere affetta da una grave patologia.
Può accadere che un’altro povero Cristo, affetto da plurime gravi patologie operate, debba rimbalzare settimanalmente dall’Ospedale al proprio domicilio, per poi scoprire dopo un mese di degenza dopo l’ultimo ricovero non solo di avere una setticemia, ma anche un ictus cerebrale . E tutto questo avviene in ossequio al principio dell’ottimizzazione dei costi e delle prestazioni! Ma se per puro caso un ictus o una polmonite non guariscono (alla faccia dei DRG) in tre giorni, cosa accade? Il ping-pong....
Può accadere che chi varca la soglia di un ambulatorio, ipso facto, per l’ideologia efficientista ormai dominante pretenda di ottenere subito il miracolo della guarigione.
Può accadere che la struttura pubblica debba lesinare sull’erogazione di materiale di medicazione, sugli sticks e le siringhe per i diabetici, costringendo i pazienti a lunghe trafile burocratiche che alla fine li fiaccano.
Può accadere che la struttura pubblica abbia lesinato sulla erogazione di vaccini anti influenzali, per questione di costi aggiuntivi, senza essersi posto il problema che la prevenzione è alla base di un vero risparmio ed una positiva educazione sanitaria.
E che dire CUP (Centro Unico di Prenotazione) che prenota, mai a scadenze brevi, esami diagnostici nei più svariati centri della regione?
Ma se un anziano o un disabile non autosufficiente non ha chi lo accompagna come fà?
Può accadere di vedersi negata l’assistenza domiciliare o l’assistenza infermieristica domiciliare per la scarsità del personale operativo.
Finchè la Regione continuerà ad assumere il personale operativo e amministrativo a tre mesi, specie tramite le agenzie di lavoro interinale, potrà succedere questo ed altro.Perchè allora non attingere dalle graduatorie dei concorsi congelate da anni?
Magari si spendono miliardi per la cooperazione internazionale, eppoi non ci sono i soldi per le siringhe agli ospedali e soprattutto per le farmacie ospedaliere che vengono rifornite con le aste al maggior ribasso.
Con questo “sistema” a fine anno i direttori delle farmacie ospedaliere realizzano il “bonus”.
Va quindi rivisto il sistema degli incentivi puntando sulla “qualità” della spesa e non sul mero risparmio.
Stessa responsabilità in questa mala salute ha chi ha favorito il travaso del personale operativo all’amministrazione.
Da tempo si dice che il medico di famiglia è al centro, è il pilastro della sanità: c’è da aver paura tutte le volte che questa bandiera viene sventolata.
Il medico di famiglia serve perchè ha i numeri per le ricerche dei baroni univesitari, serve come paravento per tante inefficienze pubbliche, quando c’è da lavorare solo per la gloria, serve per inventare cooperative, per fare progetti sanitari integrativi che lo trasformano progressivamente in un CO.PRO. e che vengono retribuiti con gli spiccioli, ma quando c’e da gestire o da cogestire una RSA come quella che sarà completata a Scandicci in via Vivaldi allora non va più bene, parola di Assessore di Scandicci; non ci sono le quote sanitarie e sociali per impiantarvi una RSA; meglio appoggiarsi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di S.Giovanni di Dio!
E se magari ci si accorge che un Ospedale di Comunità come quello di Camerata, in pratica gestito dai medici di famiglia, assieme ad altro personale, forse costa troppo, zac!, meglio un taglio o una privatizzazione.
Ci siamo mai resi conto di quanto tempo impieghi per giungere ad una risoluzione una pratica per il riconoscimento di una invalidità civile e relativa indennità di accompagnamento?
Talvolta l’indennità è arrivata al paziente defunto!
E poi per la legge 104 che riconosce il grande handicap al familiare per i relativi permessi, ci vuole un’altro foglio e un’altra pratica ed altri mesi, come per il riconoscimento della non autosufficienza da parte del servizio sociale del Comune .... E si potrebbe continuare all’infinito.
Ma c’è la Società della Salute. In questo primi anni di vita non sappiamo nè i costi sostenuti nè i frutti che ha prodotto. Temiamo che questa nuova struttura divenga un “circolo” dove si riuniscono personaggi riciclati e si finanziano , più o meno direttamente tutte le associazioni presenti,senza che migliorino i benefici per gli assistiti.
Che fare allora: non certo privatizzare la sanità, non creare una sanità incentrata solo sui centri di qualità e di alta e supposta specializzazioe che spuntano come funghi e che fanno lievitare, loro sì, la spesa stornando fondi per una assistenza più capillare e diffusa.
Un ministro della Sanità del primo Governo Prodi provò a mantenere con i debiti aggiornamenti la Riforma del 1978. Purtroppo sappiamo chi la cacciò e non fù la destra.
Che fare allora?
Le pubbliche istituzioni anche a livello locale devono investire nella Sanità.
Occorre riaprire ed estendere le Convenzioni per sopperire alle lunghe liste di attesa della struttura pubblica.
Occorre favorire la capillarizzazione delle prestazioni sanitarie convenzionate e non concentrare , per il risparmio , i Distretti.
Bisogna favorire la medicina territoriale e non investire somme ingenti solo nelle branche di alta specializzazione.
Occorre incrementare i fondi per per la ricerca medica e le biotecnologie.
Bisogna che le istituzioni e quindi i politici non si facciano condizionare dal profitto e dal “businness” dellegrandi corpporation farmaceutiche.
Le sperimentazioni farmaceutiche strampalate e alla moda non devono essere permesse.
Vanno evitate le chiusure dei piccoli Ospedali vero presidio di primo soccorso del Territorio.
Il personale operativo non deve ,sic et simpliciter, essere trasferito nell’amministrazione .
Ed infine, ma non ultimo per importanza dei probleni, occorre abolire le “Società della Salute” vero mostro burocratico prosciuga risorse.
Ora divertirsi e ricrearsi tramite questa nuova corporation che è la società della salute con i “Social Party” com’è accaduto in qualche Comune della cintura fiorentina può anche far bene al morale di qualcuno, non certo a quei lavoratori che, dovranno piangere per la perdita del lavoro, piangere per la perdita di un diritto che dà accesso a tutti gli altri diritti, compreso quello alla salute.
Una classe politica che non tutela questo diritto e quì ha fatto poco in questo senso non è degna di tal nome e ha da perdere tutto ,anche la faccia.
Scandicci , MARZO 2007- Marco Becucci
Segretario Politico Comunale del Partito
POPOLARI UDEUR DI SCANDICCI
Componente Direttivo Provinciale di Firenze
Popolari UDEUR Sezione Comunale "M.A
Martini" - Scandicci |
a cura della Segreteria Comunale |
Stampa comunicato |
Invia ad un amico |